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Luigi Di Maio e il tour toscano. Dopo Arezzo, Lucca e Livorno

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Luigi Di Maio e il tour toscano. Dopo Arezzo, Lucca e Livorno

Luigi Di Maio e il tour toscano. Dopo Arezzo prosegue oggi con Lucca e Livorno.

Di Maio punta sulle banche per avere Arezzo.

Il tour toscano di “Luigi Di Maio presidente” non poteva che fare tappa ad Arezzo, la città del groviglio bancario Etruria e dei Boschi.

Magliette bianche tutte nelle prime file, dove i posti sono riservati a loro, ai “ truffati dal Salvabanche”. Le medaglie non si nascondono mai sotto la giacca, infatti qui sono esposte: « Saluto chi ha perso i risparmi in un decreto approvato in 25 minuti di una domenica… Vi risarciremo » , comincia Luigi Di Maio e giù applausi.

Arezzo è un ventre molle per la sinistra e lo sa bene il M5S che qui si gioca con ogni probabilità la leadership con il centrodestra che ha già vinto nelle comunali. Di Maio annuncia la procura nazionale per i reati bancari, promette di rendere permanente la commissione parlamentare sulle banche.

Poi gli altri punti: difesa del made in Italy, pensione minima e reddito di cittadinanza. Oggi, giovedì 25 gennaio,  Di Maio proseguirà la campagna elettorale a Lucca (in visita al centro di ricerca Lucense) e poi a Livorno ( pranzo riservato agli iscritti e ai consiglieri pentastellati del sindaco Nogarin). Incontra molti imprenditori, vuole rassicurare il tessuto produttivo, gli artigiani, la piccola e media impresa. Non a caso ieri prima di Arezzo, è andato nel Chianti, a Radda, nel Senese, altra provincia che porta le ferite bancarie addosso. Ha incontrato i produttori del vino e lì ha elencato parte del programma del M5S, ha trasmesso in diretta sul suo canale facebook la visita a un’azienda: « Elimineremo 400 leggi inutili di cui non si capisce l’esistenza ».

Smentisce l’accordo sottobanco con la Lega, ma spiega: «Ho visto i sondaggi e noi rappresentiamo la prima forza politica del paese e non intendiamo lasciare l’Italia nel caos, se non avessimo i numeri per governare, faremo un appello alle forze politiche per metterci insieme e concordare un programma per l’Italia ».

Fonte: Repubblica

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