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Milleproroghe, prima fiducia del Governo. Protesta l’opposizione

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Milleproroghe, prima fiducia del Governo. Protesta l’opposizione

Il decreto Milleproroghe passa alla Camera fra le polemiche dell’opposizione

L’Aula della Camera ha approvato la prima fiducia chiesta dal governo Conte su un provvedimento, il decreto legge Milleproroghe, con 329 voti favorevoli, 220 contrari e 4 astenuti. Sono tanti i temi affrontati dal Milleproroghe, tra cui il taglio di 1,6 miliardi ai fondi per le periferie e l’autocertificazione per i vaccini obbligatori nelle scuole.

Non sono mancate le proteste, in particolare quelle dei deputati del Pd in merito agli articoli che riguardano i suddetti punti. L’opposizione contesta inoltre alla maggioranza le tempistiche controverse con cui si è giunti all’approvazione, sollevando dubbi sulla sua legittimità. Il Consiglio dei Ministri avrebbe infatti deciso di porre la fiducia in una seduta del 24 luglio, mentre il testo del decreto legge è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno successivo, il 25 luglio, e quindi la fiducia sarebbe stata posta su un atto non ancora esistente secondo quanto sostenuto dal fronte dell’opposizione. A queste accuse risponde Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il Parlamento, che dice di aver verificato la legittimità dell’iter legislativo del provvedimento con gli uffici di Palazzo Chigi, e afferma: “Non solo è legittimo, ma ci sono anche dei precedenti“. I deputati del Pd, dopo il voto di fiducia, hanno avviato una maratona oratoria ostruzionistica con l’illustrazione dei 162 ordini del giorno, durata tutta la notte e conclusasi poco dopo le 6 di stamattina, venerdì 14 settembre. Il Pd interromperà il suo ostruzionismo a patto che venga ripristinato l’accordo raggiunto tra il premier Giuseppe Conte e l’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, sull’avvio nei prossimi tre anni di un pacchetto di opere i cui lavori sono già pronti a partire.

La ripresa dei lavori dell’Assemblea di Montecitorio, con la votazione finale sul provvedimento che, viste le modifiche, dovrà tornare in terza lettura all’esame di Palazzo Madama il 19 settembre, era prevista per non prima delle ore 10 di oggi. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 23 settembre.