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Il reddito di cittadinanza ci deve essere. L’avvertimento di Di Maio

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Il vicepremier Luigi Di Maio lancia l’aut aut in vista del varo della nuova legge di Bilancio

Il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio, ospite ieri sera, martedì 11 settembre, al programma #Cartabianca su Rai Tre, ha ancora una volta assicurato che manterrà la promessa fatta ai suoi elettori riguardo il reddito di cittadinanza, pena la stabilità del Governo. “O c’e’ o c’e’ un grande problema per questo governo. Lo facciamo tenendo i conti in ordine, ma lo facciamo“, ha detto senza mezzi termini il leader del Movimento 5 stelle. Stando alle sue parole, il reddito di cittadinanza sarà contenuto nella nuova legge di Bilancio, il cui varo è previsto tra meno di un mese. Si tratterà di una manovra “coraggiosa“, ha insistito Di Maio, che affronterà anche il superamento della legge Fornero e la riforma fiscale.

Nel corso dell’intervista rilasciata alla giornalista Bianca Berlinguer, il vicepremier pentastellato ha detto la sua anche su altri temi che accendono il dibattito politico in questi giorni. In particolare, riguardo le accuse dell’Onu sulle presunte violazioni dei diritti dell’uomo da parte dell’Italia ha affermato: “Se vogliamo seguire la logica la stessa procedura va attivata verso altri paesi. Quando abbiamo chiesto ad altri paesi di prendersi una quota di migranti anche la Francia ha chiuso i porti. Credo ci sia accanimento vero contro questo governo. I potentati hanno paura“.

Sul caso poi delle sanzioni che l’Unione Europea minaccia di applicare all’Ungheria per le sue politiche di respingimento dei migranti, Di Maio ha dichiarato: “Spero che ci siano altre procedure contro altri paesi che si stanno comportando come Orban. Anche Macron fa respingimenti e anche la Germania“.

Infine, in merito alle parole di Di Battista sulla questione dei fondi della Lega e la restituzione dei 49 milioni, il leader del Movimento 5 stelle ha aggiunto: “Che i soldi debbano tornare non lo dice solo la sentenza ma anche i cittadini. Una soluzione va trovata senza criminalizzare l’attuale classe dirigente“.

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